Prima lezione di scrittura creativa

scrittura creativa

Negli ultimi 6 anni ho scritto racconti, migliaia di articoli giornalistici, post per blog o social aziendali e pezzi di copywriting.

In questa guida introduttiva alla scrittura creativa riassumo tutto ciò che ho imparato, lungo questi anni: cos’è, quali sono i suoi elementi principali e come iniziare a padroneggiarla.

È una guida rivolta a chi si sta avvicinando alla scrittura, ma se anche sei un po’ più esperto sono sicuro che potrai trovare qualche spunto di discussione interessante.


Sono sempre stato abbastanza irrequieto.

Da piccolo, dai tre anni o giù di lì in poi, ho chiuso la mia famiglia fuori di casa, lanciato una macchinetta del caffè dal balcone – su una macchina di passaggio – e fatto tante altre cose simpatiche di questo genere.

Ora, a me non è che faccia impazzire questa cosa di andare all’indietro a cercare pezzi di un puzzle per giustificare quello che siamo.

Però c’è una cosa a cui pensavo mentre preparavo questa guida.

I momenti in cui non ero un rischio per la salute mentale di chi mi stava intorno erano quelli in cui avevo per le mani un quaderno o un modernissimo foglio Word.

Magari fossi nato un po’ dopo. Sarei stato su Facebook e Instagram e ti avrei evitato questa introduzione (tranquillo, tra poco arriviamo al punto).

Alla veneranda età di, penso, sei anni – A. D. 2003 – ho anche inaugurato il mio giornale: un quaderno con ritagli di Focus Junior e improbabili aggiunte di mia mano.

La faccio breve: sin da allora, molto spesso, mi sono trovato tra le mani un foglio, una penna o altri oggetti che imprimessero segni su carta.

È stato sempre un rapporto ondivago.

Il primo grande cambiamento è avvenuto nel 2014, cioè quando ho iniziato a scrivere per alcune testate giornalistiche.

È stata un’ottima palestra.

Dopo una maturità abbastanza particolare, che magari un giorno ti racconterò, ho iniziato a studiare Lettere all’università.

Ho conosciuto diversi personaggi: alcuni interessanti, altri strani e interessanti, altri ancora strani e basta. In mezzo ho letto pure tanti libri: alcuni belli, altri meno, altri ancora proprio brutti.

L’altro grande cambiamento, avvenuto qualche anno fa, è stato l’incontro prima con i blog aziendali e poi con il copywriting.

È stata un’altra palestra, che mi ha dato più ordine e fatto capire com’è che vanno fatte certe cose. In altre parole, senza questo passaggio non starei qui a scriverti.

Durante questi sei anni ho capito alcune cose, un po’ dalla lettura e tanto dall’abitudine, su quella che si definisce scrittura creativa.

Ho pensato di riassumerle qui, così tu ti eviti tanti errori che ho fatto e io metto un po’ in ordine le idee. Alla fine avrai le idee più chiare su cosa sia la scrittura creativa e sui passi da fare per iniziare a studiarla e padroneggiarla.

Che ne dici?

Iniziamo subito con una prima, fondamentale distinzione da fare per capire di cosa parliamo.

Narrazione vs. Scrittura creativa

Nei corsi di scrittura creativa si tende a mescolare due aspetti, indissolubilmente legati, ma comunque separati: la narrazione e, appunto, la scrittura.

La narrazione è un atto universale, che non richiede sempre la scrittura. Si può narrare o, come si tende a dire oggi, fare storytelling tramite fotografie, video oppure pitture rupestri.

In quanto atto universale ha delle leggi universali che, ancora, trascendono le leggi particolari della scrittura creativa.

Qualche esempio di legge universale?

Il conflitto è il primo motore della narrazione. Se non c’è un conflitto, non c’è una storia che ci appassioni davvero.

L’evoluzione è un altro motore dello storytelling. Se non c’è evoluzione, non c’è personaggio che ci appassioni davvero.

Conflitto ed evoluzione, in poche parole, sono due di quegli ingredienti che hanno fatto appassionare i greci all’Iliade e all’Odissea e che ti fanno seguire con passione le serie tv su Netflix o i film di Tarantino.

La scrittura creativa, invece, risponde a dei criteri più definiti, in base alla forma che assume: romanzo, racconto, sceneggiatura, poesia e via dicendo.

Ciascuna di queste forme ha delle “regole”, se così vogliamo chiamarle, che permettono di trasformare una serie di parole in un’opera.

Quello che voglio fare con questa mappa della scrittura creativa, insomma, è introdurti a tutti quelle regole e consuetudini che ti permetteranno di creare scrivendo, ovvero rappresentare attraverso le parole.

I 4 elementi fondamentali della scrittura creativa

Immagina la scrittura creativa come una molecola.

Quali sono gli atomi che la compongono? A mio modo di vedere sono questi quattro: consapevolezza, esperienza, immaginazione e abitudine.

In altre parole, sono le qualità che ciascun scrittore dovrebbe possedere – secondo me, se la pensi diversamente sotto c’è la sezione commenti per discuterne :-).

Partiamo subito dal primo atomo.

Consapevolezza

L’atto materiale di scrivere e, soprattutto, di essere soddisfatti di quanto si è scritto – nei limiti del possibile – presuppone diversi livelli di consapevolezza.

Il primo livello è sicuramente quello dell’aver qualcosa da dire.

Uno scrittore che non abbia niente di interessante da dire non è uno scrittore. Al massimo è uno scribacchino.

La cosa paradossale, almeno per come la vedo io, è che si giunge a ciò che si ha da dire sottraendo e non aggiungendo.

Specialmente in questo momento storico abbiamo bisogno di una filosofia del limite.

Cosa voglio dire? Chi scrive, qualunque cosa scriva, deve circoscrivere il suo campo d’indagine.

Lo scrittore moderno deve aver ben chiaro il suo scopo come scrittore. Conoscere le basi del comportamento umano? Investigare i meccanismi del potere criminale?

Non importa.

Ciò che voglio dire è che, per vincere la pluralità, bisogna prendere posizione, scegliere, restringere le possibilità.

Questa è quindi la prima consapevolezza richiesta a uno scrittore moderno: capire il suo scopo.

Chiaro è che lo scopo può non essere eterno o unico. L’importante è che ci sia, anche se solo fosse per calibrare quella macchina fotografica che è la mente umana.

L’altra consapevolezza è più sottile e ha a che vedere con la fiducia in sé: il senso estetico.

Come si valuta la bellezza della scrittura?

Ovviamente qui evito di aprire discussioni sul bello, sull’estetica e su altre questioni che hanno tenuto impegnati i filosofi di ogni secolo. Provo a darti, invece, qualche consiglio pratico.

In realtà sono consigli semplici, ma non sottovalutare la semplicità: spesso svela più di quanto sembri.

Ecco, il primo consiglio è appunto semplice: leggi.

Leggi di tutto:

  • romanzi;
  • racconti;
  • saggi;
  • quotidiani;
  • blog (grazie);
  • forum;
  • commenti di Facebook.

Leggi qualunque cosa, ma fallo con spirito critico.

Che significa spirito critico? Spesso è una di quelle formule che si usano per dire qualcosa di importante, senza capire alla fine cosa si voglia trasmettere.

Quello che intendo è questo: non smettere di farti domande.

Mentre leggi cerca di capire perché chi ha scritto ha scelto quella parola e non un’altra, indaga te stesso e gli effetti che quelle scelte provocano su di te.

Non c’è una fine a questo processo. È tanto mutabile quanto è mutabile una lingua (e lo è, tanto).

Però noterai che, a poco a poco, dentro di te sorgerà una vocina che ti aiuterà a stabilire cos’è bello per te. Al momento e, direi, sempre è quello che importa.

Parallelamente porta avanti il secondo, semplice consiglio: scrivi.

La scrittura è un grande esercizio di consapevolezza. Ti porta all’interno dei tuoi pensieri e ti aiuta a ordinarli.

Piccolo consiglio aggiuntivo e non richiesto: scrivere a mano aumenterà a dismisura questo beneficio.

Intanto che i pensieri prendono forma su carta troverai pregi e difetti del tuo personalissimo modo di incatenarli.

Esperienza

Scrivere è, in primo luogo, un atto meccanico, ma tale atto meccanico è azionato da un processo psico-fisico di mimesi dell’esperienza.

In altre parole, si scrive sempre in base o in confronto a ciò che si è vissuto, provato, ascoltato, annusato e così via.

Essenzialmente esistono due tipi di esperienza: l’esperienza esterna, cioè il contatto con il mondo, e l’esperienza interna, cioè l’introspezione.

Molto spesso chi si avvicina alla scrittura o, almeno, buona parte delle persone che lo fanno hanno una naturale attrazione verso l’introspezione.

In effetti scandagliare il proprio sé è il presupposto principale per riuscire a leggere gli altri.

Non è il tuo caso? Prova a tenere un diario oppure inizia a meditare. Il mio consiglio: cerca di fare entrambe le cose, anche a intervalli non regolari.

Ovviamente l’introspezione da sola non basta.

Abbiamo bisogno di vivere il mondo per poter popolare l’immaginazione di storie, personaggi, dettagli da raccontare e in cui far specchiare gli altri.

Approfitta di ogni momento, anche nella tua quotidianità, per cogliere un dettaglio, un gesto, qualunque cosa che aggiunga un pezzo al tuo puzzle della realtà.

Immaginazione

Facciamo una semplificazione.

Come possiamo definire l’immaginazione? Direi che può essere vista come il momento subito antecedente alla creatività, che diventerebbe così immaginazione-in-atto.

Ora, potremmo essere tentati dal pensare che l’immaginazione esista in astratto e che ci siano persone più dotate e altre meno dotate di questo dono.

Al contrario, invece, immaginare è un talento universale, che però va allenato.

Tutto il materiale dell’esperienza è la farina che viene rimescolata per produrre nuove immagini. Come ti dicevo poco fa, ecco perché vivere il mondo e vivere la propria interiorità sono momenti fondamentali.

Come si fa allora a trasformare quella materia prima in una creazione nuova? Non c’è una ricetta, ma tre buoni modi per allenare l’immaginazione sono questi:

1) Elimina tutte le abitudini distrattive.

La noia è il fondamento di ogni attività creativa. Se cerchi sempre di riempire i momenti morti con qualche surrogato di attività, come può essere lo smartphone o Netflix, è difficile, se non impossibile immaginare, riflettere, creare.

2) Ritagliati tempo per essere creativo.

Quando si dicono cose simili, quasi sempre, c’è una larga parte di creativi che insorge. Il punto è che il mito della creatività che piomba dal nulla è, appunto, un mito. Stai sicuro che se non sei a tu a stimolare il processo, sarà molto più complicato scrivere o fare qualsiasi altra attività creativa.

3) Insisti, la creatività è un’attività accumulatrice.

Non sarà sempre facile. Nel senso, ti capiterà raramente di sederti e iniziare a scrivere cose che ti soddisfano. Personalmente non mi capita quasi mai. Il punto però che, anche quando non crei niente di soddisfacente, non stai sfruttando male la tua creatività: stai accumulando energia creativa per la volta buona.

Abitudine

Intorno alle parole che leggi c’è sempre una foresta invisibile.

È fatta di abbozzi mai ultimati, whatsapp, note e appunti, pagine di diario, stati sui social media.

In effetti l’unica, vera regola della scrittura creativa è questa: scrivere tutti i giorni.

Probabilmente lo hai già letto altrove, ma pochi ti dicono il motivo per cui abituarsi a scrivere con costanza ha effetti benefici.

Il fatto è questo: uno studio scientifico del 2014 ha dimostrato che il cervello di chi scrive abitualmente funziona in maniera leggermente diversa.

All’epoca Martin Lotze, un ricercatore tedesco, fece dei test su due gruppi di persone: uno composto da gente comune e l’altro da studenti di scrittura creativa.

Bene, quello che notò è che, quando andava a chiedere di scrivere una piccola storia, nel cervello degli studenti di scrittura creativa si attivava una parte del cervello collegata al parlare.

La spiegazione di Lotze è, in sintesi, che chi è abituato a scrivere iniziare a raccontare la storia che vuole scrivere nella sua testa, con la propria voce. Di conseguenza diventa tutto più facile.

Gli esercizi di scrittura creativa sono un ottimo modo per iniziare a scrivere di più e, allo stesso tempo, stimolare la creatività.

In ogni caso, al di là di tutto, devi essere tu in prima persona a sentire la necessità o l’esigenza di scrivere. Nessuno può convincerti a fare qualcosa che non ti piace.

Se sei arrivato a leggere fin qui, però, direi sia sicuro che tu voglia davvero imparare l’arte della scrittura creativa.

A questo punto direi che è arrivato il momento.

Stiamo per vedere in che modo puoi imparare a scrivere romanzi, racconti o quello che più ti piace.

Sei pronto?

Andiamo.

Come studiare scrittura creativa: sulla formazione di uno scrittore

imparare la scrittura creativa

C’è un fantasma che si aggira per le aule dei corsi di scrittura creativa: lo spettro dell’impossibilità di imparare a scrivere.

Si può diventare scrittore oppure ci si nasce?

La mia opinione, in sintesi, è questa: si può nascere con un’inclinazione maggiore alla curiosità, all’introspezione o qualche altro di quelli che abbiamo visto essere gli elementi fondamentali di questo mestiere.

C’è però un universo di tecnica che si può e, anzi, si deve apprendere.

Nessuno nasce consapevole di argomenti come le finalità dello scrivere, l’estetica della scrittura, la grammatica, lo stile, le figure retoriche e via dicendo.

È una consapevolezza che si ottiene con il tempo e la pratica.

Spesso si genera naturalmente e nel corso degli anni, per esempio dopo centinaia di letture e migliaia di ore scrivendo. Quello che stiamo per fare, invece, è disegnare un percorso accelerato.

Alla fine avrai le idee molto più chiare su quello che devi iniziare a fare per studiare la scrittura creativa.

Cominciamo con la prima, necessaria operazione, senza la quale il resto avrebbe poco senso.

Primo passo: Leggi come uno scrittore

Poco fa ti ho mentito.

Esiste un terzo, fondamentale tipo di esperienza: la lettura.

Leggere è un’esperienza a due livelli: facciamo esperienza di un mondo che, per quanto può essere simile al nostro, ci è comunque estraneo e facciamo esperienza dell’interiorità dello scrittore.

Ecco perché un buon scrittore deve leggere tanto: per avere quanta più esperienza possibile delle cose umane.

L’altro motivo, invece, ha a che fare con le tecniche di scrittura creativa.

Confrontarci con la letteratura, specialmente con la grande letteratura, è come un continuo seminario su dialoghi, descrizioni, narrazione e tutto ciò che dovrebbe essere nella nostra cassetta degli attrezzi.

In altre parole, leggere tanto permette di ricavare personalissimi principi da applicare nei propri lavori.

Perciò, quando legge, uno scrittore è tanto attento al contenuto quanto alla forma. Inizia a notare le scelte dell’autore:

  • Perché ha strutturato il dialogo in un modo e non in un altro?
  • Come mai ha incluso certi dettagli nella descrizione?
  • In che modo si evolve il protagonista lungo la narrazione?

La miglior scuola di creative writing che troverai sulla faccia della terra sono le buone domande che saprai sottoporre ai libri.

Non stare troppo dietro alle listi di libri da leggere almeno una volta nella vita e bla bla bla. Inizia leggendo ciò che ti appassiona.

Passo due: Apprendi le basi della scrittura creativa

Partiamo da un presupposto: esistono diversi tipi di scrittura creativa.

Scrivere un romanzo è diverso dallo scrivere una sceneggiatura e, ovviamente, entrambe le cose sono diverse dallo scrivere una poesia o, che so, un haiku.

Ciò significa che nella tua ipotetica cassetta da scrittore servono diversi attrezzi, ovvero diverse tecniche, in base a ciò che vuoi andare a scrivere.

Vuoi qualche esempio?

Per un romanziere è fondamentale scrivere una descrizione, mentre per uno sceneggiatore è addirittura dannoso. Uno sceneggiatore deve limitare le descrizioni al minimo e, invece, deve concentrarsi sul creare dialoghi efficaci. Un poeta, invece, deve padroneggiare la metrica.

Queste tecniche particolari, insomma, dipendono dal tuo obiettivo.

Tuttavia esistono anche conoscenze che devono rientrare nella cassetta degli attrezzi di romanzieri, sceneggiatori, poeti e chiunque altro scriva:

  • grammatica
  • sintassi
  • ortografia
  • figure retoriche
  • tono di voce.

Mi riferisco, in poche parole, a tutte quelle convenzioni che devi però conoscere per poterle infrangere artisticamente.

Al di là dei libri scolastici, a cui dare una ripassata fa comunque bene, questa volta qualche consiglio te lo posso dare: On Writing di Stephen King e Lezioni americane di Italo Calvino sono due libri da cui puoi cominciare.

Passo tre: Trova il tuo scopo di scrittore

Prima ho accennato a questo argomento che ritengo davvero imprescindibile.

Il problema che tanti aspiranti scrittori si trovano ad affrontare è tanto semplice quanto bloccante: non sanno di cosa scrivere.

Come si trova un argomento? Il mio consiglio è delimitare il campo.

Puoi scrivere di qualunque cosa, proprio per questo devi prima scegliere di cosa non occuparti.

Esplora quanto più possibile, a un certo punto ti renderai conto di cos’è che attira la tua attenzione. Qualche esempio?

  • Il comportamento umano
  • I meccanismi del potere
  • La criminalità.

In altre parole, devi trovare la tua lente attraverso cui leggere il mondo.

Passo quattro: Abituati ad affrontare il blocco dello scrittore

Hai mai sentito parlare del blocco del falegname?

Spero di no, perché non esiste. Il falegname, ogni giorno, si sveglia e cerca di fare meglio del giorno precedente.

Si siede al suo banco di lavoro e tagliuzza finché non crea la forma che ha in mente oppure che gli è stata commissionata.

Allo stesso modo tu sei un artigiano.

La parola è la tua materia prima, ma cambia poco: ciò che devi fare è sederti e iniziare a lavorarci. A volte verrà fuori qualcosa di buono, spesso no.

Spesso potresti trovare nella situazione di dover scrivere: per esempio per un lavoro commissionato oppure una scadenza da rispettare.

No, in quei casi non vale la scusa «ho un blocco creativo».

Passo cinque: Costruisci la tua routine di scrittura creativa

Un’introduzione alla scrittura creativa è – e non potrebbe essere altrimenti – anche un’operazione di destrutturazione di miti sugli scrittori.

Forse il più affascinante e resistente è quello dello scrittore genio maledetto dalla vita sregolata.

Se anche tu sei stato folgorato sulla strada di Baudelaire e Rimbaud, ti devo dare una buona notizia.

Se ne può uscire (anche in fretta).

Diventare uno scrittore non implica la necessità di vivere sotto un ponte oppure fumare oppio e bere vino dalla mattina alla sera.

Anzi, al contrario, i migliori risultati artistici vengono da una certa routine.

Non è una parolaccia. Buone abitudini possono stimolare la creatività: non ti sto dicendo che devi svegliarti alle cinque del mattino oppure camminare dieci chilometri al giorno.

Trova quella serie di azioni, quasi rituali, che ti mettono nella condizione ideale per scrivere.

C’è chi si dà degli orari prestabiliti, altri che hanno un luogo preferito, altri ancora fanno questo e un po’ di altro. Dipende da te.

Piccolo consiglio: ho scritto un articolo sul blocco dello scrittore, all’interno trovi alcuni consigli di 6 premi Nobel per superarlo.

Passo sei: Allenati al vero lavoro dello scrittore

Una cattivissima abitudine che mi sono portato dietro per anni è stata quella di fidarmi sempre della prima versione.

A volte la si giustifica secondo una visione quasi creazionista: il testo deve essere tenuto intatto, così com’è nato, altrimenti si denatura.

La verità è che questa giustificazione l’ha inventata un creativo pigro.

Infatti la maggior parte degli scrittori eviterebbe di rivedere ciò che scrivere. Tuttavia la scrittura di qualità è una riscrittura.

Ripetilo: la scrittura è una riscrittura.

Prova a fare un veloce esercizio: prendi un testo che hai scritto qualche settimana o pure giorno fa. Rileggilo e prova a rispondere a queste domande:

  • Riesci a capire tutto ciò che hai scritto?
  • Puoi spiegare tutto ciò che hai scritto?
  • Ti piace ancora tutto ciò che hai scritto?

Sono quasi sicuro che ci saranno tante cose che avresti detto in modo diverso e altre che, a rivederle ora, non ti paiono troppo chiare.

Il motivo? Mancanza di editing.

Prendi questa buona abitudine: scrivi nella maniera più naturale possibile, poi lascia riposare, quindi rivedi e correggi.

Passo sette: Apprendi l’arte della narrazione

Uno scrittore ha o, meglio, dovrebbe avere due talenti: il talento letterario e il talento narrativo.

Il talento letterario consiste nella sua abilità di scrivere una prosa o una poesia scorrevole, affascinante, che prende. Il talento narrativo, invece, è l’abilità di raccontare una storia in maniera avvincente.

Spesso ci sono scrittori che abbondano del primo talento e sono carenti del secondo. Altrettanto spesso capita il contrario: tra le due, personalmente, preferisco uno scrittore dallo stile grezzo che però racconta bene.

Ovviamente ciò è tanto più vero quando parliamo di romanzi.

Ti sei mai chiesto in che categoria ti metteresti? In ogni caso c’è una buona notizia: entrambi i talenti si possono allenare.

Abbiamo abbondantemente visto come raffinare il talento letterario.

Il miglior metodo, invece, per addestrare il talento narrativo è studiare i meccanismi della narrazione e poi osservarli in atto nei romanzi, film, serie tv.

Per iniziare ti consiglio Story di Robert McKee. Altrimenti, se vuoi partire da basi solide, leggi la Poetica di Aristotele.

Passo otto: Allenati con gli esercizi di scrittura creativa

Servono a qualcosa?

È una domanda che mi sono fatto diverse volte. La risposta che mi sono dato è: dipende.

Metti qualcuno che si sta appena avvicinando alla scrittura: potrebbe avere poche idee o potrebbe averne troppe ed essere bloccato. Ecco, in quel caso un esercizio è un ottimo modo per dare il via alla creatività.

Però metti anche qualcuno più esperto, che magari già scrive con regolarità o ha anche pubblicato qualcosa: il giusto esercizio di scrittura creativa potrebbe aprirgli strade ancora inesplorate.

Il mio consiglio è questo: dai un’occhiata al percorso di esercizi di scrittura creativa che ho preparato. Magari trovi qualcosa adatto a te.

In ogni caso scrivere un po’ di più non fa mai male.

Conclusione

C’est fini.

Sei arrivato fin qui, complimenti. Là fuori l’attenzione è sempre più bassa e solo i pochi che riescono a rimanere concentrati possono ottenere risultati.

Se pensi che questa guida possa essere utile a qualcuno che conosci, condividila sui tuoi social, così che possa arrivare a più persone.

Ultimissima cosa: mi piacerebbe che lo spazio dei commenti diventasse un luogo di discussione sulla scrittura creativa, così anche da andare a integrare la guida man mano nel tempo.

Raccontami un po’ la tua esperienza con la scrittura e dammi il tuo punto di vista.

È molto apprezzato.

A presto,

Felice.

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