Imparare a imparare: 8 cose da fare per studiare qualsiasi cosa velocemente

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Imparare a imparare è come avere una chiave che apre tutte le porte o un biglietto valido per ogni destinazione che si voglia raggiungere.

Qualunque cosa tu voglia fare o diventare questa è la singola abilità che devi assolutamente sviluppare.

In questo articolo voglio raccontarti tutto quello che ho sperimentato e che ha funzionato per me, dopo 5 anni di università mentre lavoravo.

Vedremo cosa bisogna fare per imparare a imparare, studiare meglio e più velocemente e ricordare più a lungo le cose che studi.

Quello che stai per leggere vale sia se sei uno studente alla ricerca di un metodo di studio sia se sei una persona che vuole migliorarsi per qualunque motivo.

Partiamo subito da un esempio che potrebbe sembrarti un po’ strano…

(ma presto avrà senso)

Come imparare a imparare: la strategia dell’elefante e del ladro

Come mangi un elefante?

Rispondendo con una citazione attribuita al premio Nobel Desmond Tutu: «c’è solo un modo per mangiare un elefante: un morso alla volta».

Questa è una buona metafora per un concetto che devi aver sempre presente se vuoi davvero imparare a imparare.

Quando ci scontriamo con qualcosa che sembra sopraffarci, troppo più grande di noi, esiste sempre una strada per arrivare al nostro scopo: fare un passo alla volta.

Dopo ci torneremo, ma intanto posso dirti che questa singola consapevolezza ti aiuterà a smettere di procrastinare.

L’idea di dover studiare, che so, la psicologia ci spaventa. Ci getta in una paralisi decisionale da cui è complicato uscire. La psicologia è il nostro elefante.

Se però abbiamo un piano e dividiamo l’elefante in tante piccole parti, il compito diventerà molto meno spaventoso.

Studiare la psicologia significa studiare diversi argomenti. Ciascuno di questi argomenti è un pezzetto del puzzle finale che l’intera disciplina.

All’inizio devi concentrarti sul mettere insieme i pezzetti, magari avendo un programma da seguire e un metodo di studio intelligente.

Successivamente vedremo alcune tecniche e strategie per costruire il tuo metodo per imparare più in fretta e meglio.

Priam però concentriamoci sul capire come si costruisce un programma di studio.

Vediamo, cioè, come si fa a individuare cos’è davvero importante studiare per diventare esperti di una materia o arrivare a possedere un’abilità.

Diventa un ladro d’università

Per circa sei mesi ho vissuto a Barcellona per il mio Erasmus. La prima lezione che ho imparato è che quando ti trasferisci in una nuova città tutto ti sembra uguale ed è davvero difficile non perdersi.

Ricordo, per esempio, che il primo giorno di corsi impiegai più di quaranta minuti per arrivare da casa mia a Plaza Universitat. Eppure, secondo Google Maps, la cosa doveva essere molto più veloce:

Ora, è vero che io non abbia un gran senso dell’orientamento, ma è altrettanto vero che se ci troviamo in un territorio inesplorato, non abbiamo punti di riferimento per prendere decisioni.

Quando vuoi imparare qualcosa di nuovo succede più o meno la stessa cosa. Non sai esattamente da dove partire e come arrivare alla tua meta.

Bisogna restringere il campo e una delle migliori cose che puoi fare per riuscirci è… «rubare dalle università» – ovviamente se la disciplina che vuoi imparare è insegnata all’università.

Ma cosa significa «rubare dalle università»?

I programmi universitari, prima di tutto, sono un punto di partenza ideale per farti un’idea delle parti che compongono una disciplina, degli argomenti da studiare e di una lista di libri da leggere.

Per trovare questi programmi ti basta andare sul sito delle università che ti interessano.

Se clicchi qui, per esempio, troverai il piano di studi della facoltà di Psicologia dell’Università di Napoli.

Cliccando su ogni argomento ti si aprirà un pdf con tutto quello che ti serve sapere per iniziare a studiare.

Devi sapere anche che tante università mettono a disposizione lezioni e altro materiale gratuitamente online.

Su Coursera trovi interi corsi su praticamente qualunque materia ti venga in mente, tenuti anche da professori di università prestigiose come Stanford, Yale o anche Bocconi.

Frequentare i corsi è gratuito, mentre è previsto un piccolo contributo nel caso in cui volessi un certificato che attesti la tua preparazione.

Un’alternativa per trovare materiale universitario gratuitamente è imparare a usare Google.

Tutti sanno usare Google, no? Certo, tutti noi sappiamo fare ricerche su Google. Molto spesso però lo utilizziamo col freno a meno tirato. Sapevi, per esempio, che ci sono dei comandi segreti?

  • Scrivendo «site:indirizzosito.com», senza virgolette, prima o dopo la parola chiave che ci interessa, la ricerca sarà ristretta a uno specifico sito.
  • «filetype:pdf», invece, restringerà la ricerca ai soli file in pdf.

Combinare questi due comandi può permetterti di trovare delle gemme. Ora ti spiego.

Non è raro che sui loro siti le università carichino slide, dispense e altro materiale che ti sarà sicuramente utile per studiare.

Puoi dunque restringere le tue ricerche al sito dell’università che preferisci, al formato pdf e ti potrebbe capitare di ritrovarti tra le mani materiale preziosissimo da cui imparare.

Una prima fase del tuo lavoro dovrebbe consistere proprio in fare queste ricerche.

Così facendo ti costruirai un piano di studio definito e avrai anche il materiale da consultare, senza dover procedere nel buio.

Studiare bene e velocemente: 8 cose da fare per creare il proprio metodo di studio

Una volta che sappiamo cosa studiare bisogna capire come farlo. Hai bisogno, dunque, di crearti un metodo di studio adatto all’apprendimento autonomo.

Studiare da autodidatta è molto diverso dallo studiare per la scuola o l’università, ma può essere molto più piacevole e addirittura più profittevole, se adotti gli giusti stratagemmi.

Qui ho raccolto e riassunto un po’ di cose che hanno funzionato per me negli ultimi anni.

Partiamo subito dal problema dei problemi…

Smettere di procrastinare

Per smettere di procrastinare bisogna capire perché procrastiniamo. Io mi sono fatto un’idea: la procrastinazione è un segnale.

Molto spesso ci segnala che non abbiamo chiaro cosa dovremmo fare. Se è questo che ti frena, assicurati di dedicare abbastanza tempo a costruire il tuo piano di studi.

La regola d’oro, come abbiamo già detto, per imparare a imparare è dividere quello che vogliamo studiare in pezzettini gestibili.

Ricordi, l’elefante?

Altre volte ciò che ci spinge a procrastinare è la paura d’iniziare. Personalmente applico un piccolo trucchetto, che funziona bene sia quando voglio scrivere un articolo per il blog sia se voglio studiare qualcosa.

Non mi metto alla scrivania con l’idea di dover stare lì per ore, ma comincio a farlo per cinque minuti. Questo trucchetto ti aiuterà a superare la demotivazione.

Dopo quei cinque minuti, quasi magicamente, ti ritroverai a stare ancora lì per portare a termine ciò che hai iniziato.

C’è anche un altro problema alla base della procrastinazione, che ti può spingere a rimandare all’infinito qualunque cosa.

Impara a gestire il tempo

Per la nostra mente iniziare una nuova attività è uno sforzo. Non dobbiamo commettere l’errore di aggiungere altra fatica mentale, altrimenti procrastinare sarà sempre la soluzione più facile.

Dovresti crearti un sistema che abbatta la fatica di decidere, permettendoti di sapere cosa fare giorno dopo giorno.

Questo è fondamentale quando siamo padroni del nostro tempo. L’ho sperimentato sulla mia pelle, avendo sempre lavorato da remoto, ben prima che il remote working diventasse comune.

Il problema è che, sin da quando andiamo a scuola, siamo abituati ad avere tempi scanditi da altri. Il gioco comincia a cambiare quando andiamo all’università e cambia definitivamente se lavoriamo da remoto.

Saper organizzare le giornate diventa imprescindibile per combinare qualcosa. Le ho provate un po’ tutte, ma queste 3 sono le cose più utili secondo me per gestire il proprio tempo:

  • Darsi degli orari. La possibilità di lavorare o studiare quando vogliamo è una pericolosa arma a doppio taglio. Ci può indurre sia a procrastinare, appunto, che a strafare. Dovresti, invece, decidere un orario a cui inizierai – idealmente tutti i giorni – e un orario a cui finirai. Questo ti aiuterà anche a sviluppare l’abitudine di studiare, rendendo meno difficile cominciare.
  • Prenditi delle pause. Davvero, le maratone di studio non servono a molto. È dimostrato che ricordiamo meglio ciò che impariamo se studiamo un po’ alla volta, seguendo un certo schema che vedremo più avanti. Per gestire meglio il tempo puoi provare la tecnica del pomodoro, che si basa proprio sull’alternare momenti di lavoro a momenti di pausa.
  • Prova un task manager. Un task manager è un ufficio virtuale. In Marketers, l’azienda per cui lavoro, usiamo Basecamp, ma ne esistono diversi – tra poco ne parleremo. Al di là dell’app, quello che ti serve è avere un posto dove mettere giù tutto quello che dovresti fare, seguendo la logica dell’elefante. Così facendo, ogni giorno saprai esattamente come fare un passo in più verso la tua meta.

Queste sono 3 cose che puoi fare da subito per studiare bene e velocemente. La quarta, invece, è la prossima.

Migliora la concentrazione

Per migliorare la concentrazione devi diventare un po’ architetto.

Sono tendenzialmente disordinato e periodicamente arrivo a un punto di rottura. Volevo mettere una foto della mia scrivania in questo momento, ma forse è meglio di no 😀

Va bene la scusa del trovare ciò che ti serve nel caos. Quando però intorno a noi c’è troppo disordine diventa molto più difficile concentrarsi.

Quello è l’esatto momento in cui faccio una cosa, che ho scoperto chiamarsi decluterring  gli americani hanno una parola per tutto.

Potremmo tradurre decluttering con mettere in ordine e, soprattuto, liberarsi da tutto ciò che è superfluo.

Secondo ricerche scientifiche citate dal New York Times, un ambiente troppo pieno di cose aumenta i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

A questo si aggiunge anche il fatto che avere tanti oggetti sparsi per la stanza dove vogliamo studiare ci spinge a distrarci più facilmente.

E può sembrare scontato, ma per essere più concentrati devi diminuire il numero di stimoli intorno a te.

Ogni stimolo – che sia il cellulare o il souvenir della tua ultima vacanza – è una potenziale distrazione. Prendi le notifiche: c’è chi ha calcolato che, dopo aver sentito o visto una notifica, servono 23 minuti per tornare concentrati.

L’ideale sarebbe essere solo tu e lo stretto necessario: un libro, il quaderno e un computer? Sta a te deciderlo, ma elimina il superfluo.

Imparare a imparare è anche riuscire a creare un ambiente adatto per studiare, proprio come se fossi un architetto dell’apprendimento.

Riuscire a gestire il tempo e lo spazio intorno a te ti aiuterà a risparmiare tempo e apprendere in maniera più rapida ed efficace.

Piccolo trucco: molti ascoltano musica per studiare. Su YouTube e Spotify trovi decine di playlist che possono fare al caso tuo. Voglio però darti una dritta che pochi conoscono: brain.fm.

brain.fm è praticamente uno Spotify progettato per aumentare la concentrazione. Le playlist sono composte da canzoni e suoni che, stando alla scienza, permettono al tuo cervello di entrare più facilmente in uno stato di concentrazione.

(Meglio ancora se hai un paio di cuffie che cancellano i rumori esterni: io uso queste)

Può sembrare una cavolata – o, forse, è effetto placebo – ma prova per credere. Al momento in cui sto scrivendo puoi testarlo gratis per 3 giorni.

Prendi appunti

Leggere non equivale a imparare. Per imparare bisogna sporcarsi le mani.

Quando veniamo in contatto con un nuovo concetto è come se fosse un corpo estraneo che dobbiamo assimilare.

Immagina la conoscenza come una ragnatela, che si allarga e diventa più resistente ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo.

Per aggiungere un pezzettino in più alla ragnatela però dobbiamo essere in grado di legarlo a ciò che già c’è. Come si fa?

Ecco, prendere appunti è un buon inizio. Scrivere ti aiuta a fare tue le informazioni: riformuli i concetti a parole tue e, soprattutto, fai collegamenti.

I collegamenti sono una delle chiavi per imparare a imparare. Quando leghiamo una nuova nozione a una che conoscevamo la nostra conoscenza si espande e interiorizziamo ciò che abbiamo appena appreso.

Qualche consiglio su come prendere appunti, secondo me:

  • Scrivi su un foglio. Possibilmente di carta, ma in alternativa anche un tablet va bene. Avere un foglio a disposizione ti permette di fare schemi, collegamenti o di sottolineare ciò che ti ha colpito in particolare.
  • Appuntati solo l’essenziale. Possono essere frasi o parole che ti riportano alla mente un concetto. Dovresti però sempre evitare di scriverti ogni singola cosa che senti o leggi. Potrebbe sembrarti che ti sia utile, ma in realtà così facendo non ricorderai nulla.
  • Studia mentre prendi appunti. Fare schemi, sottolineare le parti più importanti, rielaborare i concetti a parole tue ti aiuterà a studiare più velocemente. Resterai anche più concentrato mentre stai ascoltando o leggendo qualcosa di nuovo.
  • Riguarda i tuoi appunti. Come vedremo tra poco, c’è un metodo abbastanza semplice per ricordare di più. Non ti spoilero nulla, ma ti consiglio di rivedere gli appunti più volte nel tempo, se vuoi memorizzare meglio. Se avrai seguito i consigli precedenti, tra l’altro, farlo significherà anche ripetere attivamente i concetti che stai studiando.

Usa queste app per studiare

Poco fa ti ho detto che, quando studi, dovresti eliminare ogni fonte di distrazione. Lo smartphone è sicuramente la più grande fonte di distrazione possibile. Può però diventare uno strumento da usare a nostro favore.

La prima cosa da fare è disattivare le notifiche. Le notifiche, come abbiamo già visto, sono il killer della concentrazione. L’altra cosa da fare è installare le app giuste.

Vediamo quelle che uso io per studiare, leggere di più e organizzare la giornata.

Notion

Lo conosco da anni, ma è da fine 2021 che lo uso sul serio. Da allora è diventato il mio secondo cervello.

Su Notion:

  • organizzo i miei appunti
  • tengo un diario settimanale
  • pianifico i miei contenuti
  • scrivo (ci ho scritto anche quest’articolo)
  • ho costruito un archivio di idee da sviluppare
  • ho anche un database di contenuti da guardare

Probabilmente lo uso all’1% della sua potenza. Su YouTube trovi tutorial per farci di tutto:

Il mio consiglio? Per iniziare ti basta il minimo indispensabile.

Task manager

Lavoro per un’azienda in cui tutti siamo completamente da remoto: Marketers. Non abbiamo uffici e ciascuno lavora da dove preferisce. Per organizzarci usiamo Basecamp, che è un ufficio virtuale.

Su Basecamp puoi creare liste di cose da fare, condividere documenti, comunicare con altre persone e tanto altro. Probabilmente però, se sei uno studente, è fin troppo avanzato.

Già Notion, come ti ho detto, è una buona alternativa. Se non ti va di smanettarci, Trello è un’ottima soluzione.

Anche Trello ti permette di crearti delle to-do list, ma è molto semplice da usare e totalmente gratuito.

Google Drive

È un hard disk virtuale. L’ideale per tenere archiviati tutti i tuoi documenti, i video, gli audio e poterli recuperare sempre, da qualunque dispositivo.

Con l’account Google, cioè quello che usi per Gmail o Android, hai 15 giga di spazio gratuito. Se non lo usi ancora, comincia appena finirai di leggere questa guida.

Google Suite

Sapevi che Google ha un’alternativa gratuita a Office? Ora lo sai:

Ovviamente sono tutti integrati con Drive, quindi ti ritroverai in automatico i documenti creati con Doc, Fogli e Presentazioni su ogni dispositivo.

YouTube

Ci sono ormai svariati canali YouTube interessanti da cui imparare davvero di tutto.

Durante la fila alle poste potresti studiare astrofisica. Mentre sei in viaggio perché non approfondire la filosofia?

Così come le prossime app che vedremo, studiare con dei video YouTube è un’idea per sfruttare i momenti morti che possono capitarti durante il giorno.

Spotify

Amo camminare: mi rilassa, mi svuota la mente e aiuta la mia creatività. Una passeggiata è anche un buon momento per entrare in contatto con nuove idee.

Ho sempre amato la radio, forse anche per questo adoro i podcast. Su Spotify ne trovi diversi di interessanti: dai un’occhiata qui.

Kindle

Da qualche tempo sul mio iPhone ho cancellato Instagram, che era l’app su cui passavo più tempo. Prima però ho iniziato togliendolo dalla schermata principale.

Con cosa l’ho sostituito? Intanto con l’app del Kindle. Ho anche un lettore e-book Kindle, ma ovviamente non l’ho sempre con me.

Avere invece l’app mi permette, quando ho il cellulare tra le mani, di dare una letta a qualche pagina di un libro invece che scrollare il feed dei social network.

Instapaper

Instapaper è l’altra app che ha preso il posto di Instagram. Praticamente è un raccoglitore virtuale, in cui puoi salvare articoli e video interessanti che trovi online.

Capita spesso di trovarne qualcuno, ma non avere tempo in quel momento. Con Instapaper non perdi nulla e, nel tempo, diventa un piccolo social network intelligente, dove trovare sempre nuovi spunti.

App per rimanere concentrati

Se ti sei perso brain.fm, forse non eri particolarmente concentrato. In tal caso torna più su, al paragrafo su come migliorare la concentrazione.

brain.fm però non è l’unica app che puoi usare per diminuire le distrazioni.

Un’altra che uso è unhabit, che è per iPhone e fa una cosa molto semplice: blocca l’accesso ai siti che decidi di bloccare, meglio della funzione integrata di iOS. Un’alternativa, che ho usato in passato, è Forest, disponibile anche su Android.

Studocu

Durante i miei anni all’università Studocu è stata una miniera d’oro. Migliaia di studenti da tutta Italia caricano qui dispense e appunti, preziosissimi anche se vuoi studiare da autodidatta.

Se non trovi qualcosa o vuoi un’alternativa, dai un’occhiata a Docsity. Su per giù funziona in maniera molto simile e fa esattamente la stessa cosa di Studocu.

Quizlet

Questa è una piccola chicca e continuando a leggere capirai bene perché Quizlet è un’app che potrebbe svoltarti l’apprendimento.

L’ho scoperta casualmente mentre preparavo i miei esami di latino – interi capitoli di Virgilio, Cicerone, Tacito, Svetonio da tradurre all’impronta. Quizlet, le flashcard e la ripetizione dilazionata mi hanno dato davvero una grossa mano.

Se non hai idea di cosa sia tutto questo, continua a leggere.

Il trucco per imparare a imparare

Abbiamo tutti un bel problema. In pochissimo tempo dimentichiamo tutto quello che studiamo:

curva dell'oblio imparare a imparare

Questa è la curva dell’oblio. Lo psicologo tedesco Hermann Ebbinghaus teorizzò, dopo alcuni esperimenti, che in 20 minuti dimentichiamo già il 40% delle informazioni che memorizziamo.

Dopo nemmeno un giorno possiamo arrivare a dimenticarti il 70% di quanto studiato.

Come si fa allora a ricordare di più? La ripetizione dilazionata e le flashcard possono essere ottimi alleati.

Spesso si è indotti a pensare che per imparare bisogna studiare tante ore al giorno, ma non è esattamente così. In realtà bisogna studiare meno e meglio, come dimostra proprio la tecnica della ripetizione dilazionata.

Abbiamo detto che, dopo poco, la nostra capacità di ricordare quello che abbiamo imparato declina nel tempo. A meno che non ripetiamo quelle informazioni, meglio ancora se a intervalli crescenti.

Per esempio:

  • Prima ripetizione: 1 giorno dopo aver studiato
  • Seconda ripetizione: 7 giorni dopo
  • Terza ripetizione: 14 giorni dopo
  • Quarta ripetizione: 28 giorni dopo

Questo permette a quelle informazioni di passare dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine. Ergo, ricorderemo di più e più a lungo.

Certo, doversi ricordare di ripetere con una certa frequenza può diventare complicato. È qui che entrano in gioco le flashcard e Quizlet.

Le flashcard sono come carte da gioco, che sul fronte riportano una domanda e sul retro una risposta. Il gioco consiste nel leggere la domanda, rispondere e poi controllare se la risposta è corretta.

Quello che fa Quizlet è molto semplice: ci permette di creare flashcard online e poi ce le propone ai giusti intervalli per sfruttare la ripetizione dilazionata, tenendo conto anche dei nostri errori.

Voglio parlarti pure di un’altra tecnica di memorizzazione non convenzionale, che può avere degli effetti collaterali molto desiderabili.

Apri un blog

Esatto, aprire un blog può essere un’ottima strategia per imparare a imparare.

Quando vuoi scrivere un articolo bisogna essere chiari, non dare nulla per scontato, argomentare quello che diciamo. Questo ci obbliga a rielaborare ciò che abbiamo studiato, usare attivamente le informazioni, fare collegamenti.

Il primo effetto che otterrai sarà diventare sempre più esperto dell’argomento che ti interessa.

L’altro effetto collaterale sarà che, allo stesso tempo, potresti raccogliere un pubblico di persone altrettanto interessate a quello che scrivi.

Questo blog è nato proprio come laboratorio dove raccontare quello che imparo giorno dopo giorno lavorando online come pubblicitario. Oggi ha un migliaio di lettori:

Non smettere di imparare

Abbiamo detto che la conoscenza è come una ragnatela. Più espandiamo questa ragnatela, imparando nuove cose, più diventerà facile catturare nuove informazioni.

Molto spesso ragioniamo per comparazione. Proprio per questo una delle tecniche di marketing più potenti è proprio quella di mettere a paragone il nostro prodotto con quelli della concorrenza.

La macchina X è veloce come la macchina Y, ma consuma meno. L’iPhone costa di più di un cellulare con Android, ma ha questa caratteristica esclusiva.

Con la conoscenza funziona in maniera simile. Riusciamo a ricordare meglio qualcosa di nuovo se abbiamo un gancio a cui appendere quella nuova informazione.

Continuare ad apprendere ti aiuterà anche a mantenere il tuo cervello più giovane.

Gli scienziati hanno scoperto che il cervello umano è capace di produrre nuovi neuroni, attraverso un processo chiamato neurogenesi.

Il problema però è che molte di questi neuroni muoiono, a meno che non si svolgano attività stimolanti per il cervello, come appunto l’apprendimento.

Insomma, se sei arrivato fin qui, hai una montagna di motivi per imparare a imparare e non smettere di studiare.

Ora ti tocca solo mettere tutto in pratica 🙂

 

 

 

 

 

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