Fabula e intreccio: come organizzare la tua storia e renderla interessante

Fabula e intreccio
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Il tempo è la materia principale che un narratore maneggia, e dunque, se vuoi raccontare una storia, avere ben chiaro quale sia la differenza tra fabula e intreccio è una grossa mano.

È probabile che queste due parole, fabula e intreccio, non ti siano nuove, ne avrei sentito parlare a scuola, ma nelle prossime righe non ci fermeremo alle definizioni e a qualche esempio.

Certo, per partire vedremo cos’è la fabula e cos’è l’intreccio, ma poi ci concentreremo sulle tecniche narrative che in una storia ti consentono di giocare col tempo e creare racconti interessanti.

Partiamo subito.

Ecco come distinguere fabula e intreccio (e perché è importante)

Nella Russia del primo Novecento emerse un gruppo di critici che ruppe con la tradizione per cominciare ad analizzare la strutture delle opere letterarie, ovvero le loro caratteristiche formali. Questi critici vennero detti proprio formalisti.

Dobbiamo proprio al formalismo la distinzione tra fabula intreccio, e capire questa distinzione ci può servire per comprendere quanti e quali modi abbiamo per trasformare la realtà in racconto.

Cos’è la fabula?

La fabula è la sequenza cronologica – e logica – degli eventi che vogliamo raccontare. I fatti come avvengono nella realtà. È il tempo della storia.

Stamattina mi sono svegliato, ho fatto colazione, sono andato a fare una passeggiata, ho scritto quest’articolo, poi ho pranzato, dunque ho letto un libro, ancora dopo sono uscito, ho incontrato delle persone, eccetera eccetera.

Questo è un esempio di – noiosissima – fabula. Ora, la fabula può essere anche più interessante così, ma è qualche colpo di scena, qualche rivelazione inattesa, dei cambiamenti imprevisti.

Eppure realtà così com’è è tendenzialmente noiosa. Prova a pensarci, quante eventi davvero significativi ti sono successe nelle ultime settimane?  Gli eventi significativi sono rari, dunque un buon narratore si trova spesso a manipolare il tempo. E qui entra in gioco l’intreccio.

Cos’è l’intreccio?

L’intreccio è la disposizione, decisa dall’autore, degli eventi che compongono la storia. In russo l’intreccio è il suzjet, da cui anche l’italiano «soggetto», cioè la colonna vertebrale di un film, un romanzo, una serie tv.

Possiamo dire che l’intreccio è la struttura narrativa, e spesso consiste proprio nel manipolare il tempo della storia per creare il tempo del racconto.

Prendiamo per esempio un romanzo giallo: il romanzo giallo spesso inizia con un morto, ma è nell’ordine naturale delle cose è ovvio che prima di quel momento c’è dovuto essere l’assassinio.

Sapientemente il narratore però ci mette davanti il fatto già compiuto, così da far nascere in noi il desiderio di come si è arrivati fin là.

In questo caso si dice che l’inizio è in medias res, ovvero il racconto inizia nel bel mezzo della vicenda.

Flashback e flashforward, cioè rispettivamente un salto indietro e un salto in avanti nel tempo, sono altri due possibili modi in cui disporre gli eventi secondo un ordine che non sia quello cronologico.

Quando fabula e intreccio coincidono? E quando no?

Una volta che si conosce la storia capirlo è abbastanza semplice. Se i fatti sono raccontati secondo l’ordine in cui accadono, uno dopo l’altro, allora fabula e intreccio coincidono.

Al contrario, quando l’ordine temporale è alterato, allora fabula e intreccio non coincidono, e possiamo trovare flashbackflashforward oppure un inizio in medias res.

Prendiamo, per esempio, Pulp Fiction di Quentin Tarantino, che inizia così:

Solo alla fine scopriremo che in realtà il film è iniziato dalla conclusione, ma questa scelta ci catapulta subito nel mondo creato da Tarantino.

Ecco, giocare con fabula e intreccio ti permette di rendere interessante la materia narrata, di creare una sequenza di piccoli misteri da svelare, cose non dette, di creare suspence, dare ritmo alla tua storia, darle un certo tono.

Ma come si fa? Come si fa a dare ritmo a una storia e renderla facile da seguire? Vediamo 3 tecniche narrative che puoi usare.

3 tecniche per dare ritmo alla tua storia alterando fabula e intreccio

Sconvolgi l’ordine cronologico

Abbiamo appena detto che la fabula corrisponde all’ordine cronologico degli eventi che si raccontano, ma enumerare i fatti uno dopo l’altro è tutt’altro che divertente per chi legge.

Ecco perché per stravolgere il tempo e rendere la lettura più interessante vengono usati i tre artifici narrativi di cui abbiamo parlato:

  • analessi, cioè il flashback, ovvero, come dicevamo poco sopra, il racconto di qualcosa che è successo prima del momento in cui si sta raccontando
  • prolessi, cioè il flashforward, che è l’esatto contrario dell’analessi: è il racconto di ciò che ancora deve succedere
  • l’inizio in medias res, che consiste nel far calare subito il lettore nel bel mezzo della storia

Come si fa a sconvolgere la fabula e a creare il tuo intreccio? Una volta che hai in mente la storia scrivi su un foglio tutti gli eventi che comporranno la narrazione e, quando li avrai tutti, costruisci l’intreccio. Così facendo avrai anche creato una mappa da seguire durante la scrittura.

C’è chi usa i post-it per farlo: ogni evento, un post-it, così che poi sia più facile disporli nell’ordine che ritieni migliore.

Come si monta una storia?

E qui entra in gioco un altro concetto molto importante. Disporre gli eventi in un certo modo significa fare un montaggio della tua storia.

No, non si monta solo un film o un video. Montare la tua storia è uno degli strumenti che hai a disposizione per renderla interessante, creare suspence, voglia di saperne di più e anche per dargli un certo significato.

Se vuoi saperne di più, ti consiglio di guardare questa lezione di scrittura creativa tenuta da Giulio Mozzi:

Le 5 manopole della storia

Quello che abbiamo visto finora ha più a che vedere con la struttura narrativa, ma puoi controllare il ritmo anche dall’interno.

Immagina di essere un direttore d’orchestra mentre scrivi, e, per alzare o abbassare il ritmo, puoi giocare con il rapporto tra tempo della storia e tempo del racconto.

Ora, il tempo della storia è nient’altro che la durata reale degli avvenimenti (è la fabula). Il tempo del racconto è la durata che questi avvenimenti hanno su carta (è l’intreccio).

Gérard Genette, famoso narratologo francese del Novecento, ha individuato cinque possibili modalità di questo rapporto, che si traducono in fatti concreti sulla pagina:

  • Pausa  (TS = 0): durante una pausa, come potrebbe essere una descrizione o una riflessione, la storia non va avanti, si ferma, e può essere utile per dare profondità a un personaggio, caratterizzarlo o caratterizzare l’ambiente
  • Rallentamento (TR > TS): un racconto potrebbe soffermarsi molto a lungo su un evento durato anche pochi attimi, andando a scandagliare ogni dettaglio, e così facendo è chiaro che il tempo del racconto sarà superiore a quello della storia
  • Scena (TR = TS): è quando ciò che leggiamo è quello che sta (virtualmente) accadendo, e l’esempio classico è il dialogo
  • Sommario (TR < TS): una parte della storia, anche più o meno lunga, può essere riassunta in poche righe o pagine per poi riprendere da un punto successivo
  • Ellissi (TR = 0): una parte della storia può anche semplicemente soppressa, non ne sappiamo nulla, e semplicemente il narratore fa a meno di raccontarcela.

È chiaro che non devi star là a contare le pause, i rallentamenti e i sommari, ma tieni a mente queste cinque possibili strategie.

Una pausa può servirti dopo magari una catena di eventi serrati, che magari hanno anche stravolto le condizioni del personaggio, e che può avere così il modo di rifletterci su e far respirare il lettore.

Al contrario un sommario o un’ellissi può essere intelligente per far progredire la storia e portarla al prossimo evento significativo per quello che vuoi raccontare.

Conclusione

E con queste riflessioni su ritmo narrativo, montaggio, tempo della storia e tempo del racconto si conclude quest’articolo su fabula e intreccio.

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E, se vuoi metterti subito alla prova, ti consiglio di dare un’occhiata a questi 66 esercizi di scrittura creativa.

Buon divertimento!

Felice

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